Consentire a tutti i Comuni italiani (a partire da quelli più piccoli) di valorizzare il proprio patrimonio immobiliare mediante lo strumento di un fondo comune di investimento.
È questa l'idea alla base del Fondo federale per gli immobili, presentato ieri a Roma dall'Anci (Associazione nazionale comuni italiani) alla presenza del presidente Sergio Chiamparino, del segretario generale Angelo Rughetti, del vicepresidente Roberto Reggi e del delegato allo Sviluppo Economico, Mauro D’Attis.
Accesso al fondo comune di investimento
L’istituzione del Fondo, spiega l'Anci in una nota, nasce innanzitutto dalla necessità di consentire ai Comuni, con portafogli immobiliari caratterizzati da rendimenti non in linea con quelli di mercato, elevati costi di manutenzione per la vetustà oppure di dimensione limitata, di accedere allo strumento del fondo comune di investimento, così da beneficiare delle sinergie legate alla gestione unitaria della valorizzazione e dismissione di immobili appartenenti a più enti.
Difficoltà con il federalismo demaniale
Ulteriore motivo a favore dell’istituzione del Fondo Federale è rappresentato dal federalismo demaniale, grazie al quale potrebbe arrivare ai Comuni un numero di beni da valorizzare assai elevato, ma la cui distribuzione potrebbe renderne difficile la gestione.
Sistema integrato nazionale di fondi immobiliari
Ma come funzionerà il Fondo Federale per gli immobili? L’idea è quella di creare un “sistema” integrato di fondi immobiliari a livello nazionale, costituito da una serie di fondi territoriali. Tale fondo nazionale, partecipato da investitori e soggetti istituzionali, si troverebbe di fronte a due opzioni: da un lato potrebbe sottoscrivere parte delle quote dei fondi territoriali, in modo da dotare il fondo territoriale di liquidità utili alle operazioni di valorizzazione; dall’altro acquistare le stesse quote dai Comuni, che le avrebbero ricevute a fronte dell’apporto del proprio patrimonio immobiliare nei fondi territoriali.
L'importanza del Fondo federale è sottolineata dal presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino: “sarà un’utile opportunità soprattutto per i Comuni medio piccoli, che non possono disporre un un vasto patrimonio immobiliare e che avrebbero difficoltà a valorizzare il nuovo patrimonio derivante dal federalismo demaniale. Questi Comuni potranno utilizzare il Fondo, annullando queste difficoltà, e con possibili ritorni in termini economici”. Chiamparino sottolinea anche “il valore che il Fondo assumerà rispetto all’economia generale: sarà un luogo di investimenti molto interessante per chi non cerca alte redditività nel breve periodo, ma punta piuttosto a redditività magari più basse, ma garantite nel medio-lungo periodo”.
Entro il 2010 indagine sui beni demaniali
In occasione del federalismo demaniale, avviato con il decreto n. 85 del 28 maggio 2010, l'Anci ha in programma anche altre iniziative da realizzare sul territorio in materia di patrimonio immobiliare. Tra queste un’indagine conoscitiva sui beni demaniali, condotta in collaborazione con Ancitel, con l’obiettivo di ricavare entro la fine del 2010 una fotografia completa sui beni demaniali che i Comuni sono interessati ad acquisire e valorizzare.
Anci e Ancitel hanno anche realizzato una nuova pagina web dedicata (www.federalismodemaniale.anci.it), dove gli amministratori e gli addetti ai lavori possono prendere visione delle azioni dell’Associazione e scaricare materiale informativo e documenti. È stato inoltre predisposto un “kit informativo” per Comuni e addetti ai lavori, contenente gli adempimenti e le scadenze per le amministrazioni comunali.






































