Scoperto come superare l'effetto Staebler-Wronski che limita l'efficienza delle più economiche celle in silicio amorfo
È in atto un lavoro di ricerca per aumentare l'efficienza dei pannelli solari amorfi, presso la olandese Deft University of Technology. Il silicio cristallino è il tipo di silicio maggiormente impiegato nella produzione di celle solari ma ha un costo di produzione elevato. La ricerca si sta concentrando sulle celle solari in silicio amorfo, che risultano più economiche, ed è riuscita ad aumentare del 9% la loro efficienza di conversione. Lo svantaggio delle celle solari amorfe è di fatti il loro rendimento, circa il 18% in meno, rispetto alle celle che utilizzano silicio cristallino.
Il motivo che causa questo rendimento relativamente basso nei pannelli in silicio amorfo si chiama effetto Staebler-Wronski, il quale riduce il rendimento dal 10% al 7% nelle prime ore di esposizione al sole. Non molto si conosce sul perché questo effetto si verifichi. Il dottor Gijs van Elzakker ha fatto ricerche su questo tipo di celle solari e ha presentato il suo studio il 6 Luglio 2010. Si è concentrato su come rendere le celle amorfe più efficienti e ha scoperto un sistema per superare l'effetto Staebler-Wronski.
I sottili strati di silicio amorfo nei pannelli solari sono composti da gas silano (SiH4). Van Elzakker ha scoperto che effetto Staebler-Wronski può essere mitigato diluendo il gas silano con idrogeno ad un rapporto ottimale. La Inventux Technologies, una società tedesca, ha già iniziato utilizzare la scoperta di Van Elzakker, e si aspetta di distribuire a breve pannelli solari in silicio amorfo del 9% più efficienti rispetto la media.
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