Una lettera aperta indirizzata al presidente del Consiglio dei ministri, al ministro ad interim dello Sviluppo economico, al ministro dell'Economia, al ministro dell'Ambiente e al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali per chiedere di mantenere, nel medio termine, le detrazioni fiscali del 55% (in scadenza alla fine del 2010) per il solare termico e i generatori di calore a condensazione.
A firmarla il presidente di Assolterm Sergio D'Alessandris e il presidente di Assotermica, Paola Ferroli, per portare all'attenzione del Governo da un lato i grandi benefici che tale agevolazione ha comportato in termini di fatturato, occupazione, creazione di una filiera industriale, riduzione della dipendenza dall'estero e dalla energia fossile, e dall'altra gli effetti nefasti che si avrebbero dal taglio da un giorno all'altro del bonus fiscale, a fronte di costi diretti molto contenuti per le casse dello Stato.
Costi ridotti per lo Stato
Secondo i dati Enea, infatti, nel biennio 2008/2009 la spesa per lo Stato è stata “pari a poco più di 200 milioni di euro (circa l'8 per cento delle detrazioni complessive) per quanto riguarda i pannelli solari”, e “di 300 milioni di euro (circa il 20 per cento delle detrazioni complessive), per quanto riguarda la sostituzione di generatori di calore”.
I benefici di un'eventuale proroga
La proroga delle detrazioni del 55% – sottolineano le associazioni – consentirebbe “ai cittadini, che sempre di più mostrano di volere il solare termico e la tecnologia della condensazione, di conseguire risparmi significativi”, permetterebbe al mercato “di sviluppare pienamente il proprio potenziale e di raggiungere la massa critica necessaria per potersi autosostenere e per poter contribuire significativamente allo sviluppo economico, occupazionale, tecnologico e ambientale del nostro paese”.
Nella lettera si evidenzia che, “se opportunamente sostenuto con misure di incentivazione adeguate, come la detrazione del 55%, introdotta dalla legge finanziaria 2007, a fronte di un investimento contenuto nel breve e medio termine, il settore del solare termico potrebbe raggiungere nel 2020 il traguardo di 1 metro quadrato installato per abitante”. I benefici, diretti e indiretti, sarebbero numerosi: dalla creazione di “150mila nuovi posti di lavoro a tempo pieno” al 2020, al raggiungimento nel 2020 di un totale installato di 42 GW termici (con un risparmio di 3,6 Mtep, pari al 25 per cento del target rinnovabili); dall'aumento del gettito fiscale in termini di maggiori imposte come Iva, Ires e Irap, alla riduzione delle bollette energetiche.
Allo stesso modo, si legge nella lettera, “la tecnologia della condensazione, applicata ai generatori di calore, consentirebbe inoltre di colmare quel gap che oggi vede un parco caldaie di circa 19 milioni di pezzi, in massima parte con rendimenti molto bassi e caratterizzati da consumi ed emissioni elevate”.
I risultati raggiunti dai due settori
Per Assolterm e Assotermica con la mancata proroga dello sconto Irpef “verrebbe a mancare la misura principale che ha permesso di attenuare gli effetti della crisi”, e che ha consentito ai due settori di raggiungere gli attuali traguardi. In particolare, il solare termico “ha già oggi un potenziale di produzione annua di pannelli solari di 1 GW termico”, si colloca “al secondo posto nel mercato europeo dopo la Germania”, e ha occupato a tempo pieno nel 2009, nonostante la crisi economica, “5mila persone con un giro d'affari di 500 milioni di euro”. Il settore del riscaldamento, inoltre, “è costituito in buona parte da imprese italiane leader in Europa”, e nel 2009 ha occupato “11mila persone con oltre 2 miliardi di euro di fatturato”.






































