Domenica 11 luglio alle ore 11 va in scena la demolizione di una torre del Castello Sforzesco di Milano.
L'Associazione AUFO (Architectural & Urban Forum) ha voluto dare massima visibilità all'evento per brindare alla sostituzione edilizia della Torre del Carmine a favore di un nuovo grattacielo di circa mille metri di altezza che ospiterà 1 milione di persone.
Fantascienza? No. La legittima domanda è stato avanzata con D.I.A. (numero di protocollo P.G. 473371/2009) relativa alla costruzione di un edificio per un milione di abitanti, da edificarsi in prossimità del Parco Sempione, in luogo delle costruzioni esistenti di cui si configura come ampliamento e/o sopralzo. L'Amministrazione comunale non ha fatto ad oggi pervenire alcuna diffida ad eseguire tali opere, il cui inizio lavori è pertanto fissato, secondo i termini di legge, per l'11 luglio 2010.
Dovremmo dire addio alla Torre del Carmine? Fortunatamente no. Si è trattato solamente una dimostrazione dei rischi del silenzio assenso operato nel confronti di uffici tecnici oberati, come quello del Comune di Milano che avrebbe omesso ogni controllo sulla DIA, inclusa la verifica sulla proprietà dell'area oggetto d'intervento. Questa volta il tutto è stato messo in scena dall'Associazione Aufo, ma siamo sicuri che la prossima volta, quando non si tratterà di una provocazione, il Comune avrà risorse, tempi e modi per tutelare l'interesse della Città?
Il rischi del PGT di Milano
La preoccupazione è stata raccolta anche da altre associazioni milanesi, quali l'Associazione Vivi e Progetta un'altra Milano, Associazione Amici della Città ideale, Isola Art Center. Tutte hanno voluto evidenziare con una provocazione, drammaticamente verosimile, i rischi legati al Piano di Governo del Territorio in discussione in Consiglio comunale a Milano, in sostituzione del vigente PRG. "Il nuovo PGT, spiega Aufo, permetterà di edificare milioni di metri cubi in tutte le aree della città, anche in quelle già attualmente costruite con alta densità, prelevando diritti volumetrici da terreni attualmente inedificabili, compresi quelli agricoli. Il tutto in assenza di una visione strategica complessiva per la città e il suo territorio, che il nuovo PGT purtroppo non delinea".
I rischi della libertà d'impresa
In realtà questa provocazione esemplifica magistralmente i rischi a cui il nuovo emendamento 49.100 alla manovra fiscale sottopone il Paese. L'emendamento nasce con l'obiettivo di favorire la libertà d'impresa introducendo la
Segnalazione certificata d'inizio attività. Sarebbero quindi sufficienti silenzio assenso e autodichiarazioni, in luogo del permesso di costruire, per edificare immobili d'impresa. L'elenco degli immobili "liberalizzati" sarebbe ampio e riguarda alberghi, ipermercati e anche case private. Basterà che a fare l'intervento sia un'impresa.
L'emendamento ha passato il vaglio della Commissione Bilancio del Senato e ora si attende il giudizio dell'Aula. C'è da sperare in un ravvedimento dei Senatori, per non incorrere in quello che Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, prefigura come un "far-west urbanistico". Castello Sforzesco insegna.
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