
La Commissione Bilancio del Senato approva il secondo emendamento del Senatore Antonio Azzollini che mantiene l'obbligo di riacquisto, dei certificati verdi invenduti, da parte del GSE. Ma il nuovo emendamento prevede di mantenere anche il finanziamento alla ricerca universitaria così come indicato nel primo emendamento proposto dal relatore Azzollini.
L'emendamento approvato prevede il mantenimento dell'obbligo di riacquisto da parte del GSE, ma metterebbe in condizione il Governo di fare cassa dalle economie derivanti dalle convenzioni per l'abolizione volontaria anticipata dei contributi Cip6. Sarà un decreto del ministero dello Sviluppo a stabilire entro 90 giorni "criteri e modalità per la quantificazione" delle risorse.
Dal 2011 ci sarebbero i risparmi per i consumatori grazie a una diminuzione del 30% (rispetto al 2010) dei certificati verdi, prevedendo che almeno l'80% di tale riduzione derivi dal contenimento della quantità di certificati verdi in eccesso. Ciò signidica che le aziende produttrici da fonti fossili vedranno innalzata la quota di ritiro di CV di loro spettanza.
Nelle intenzioni del Governo c'è la creazione delle condizioni affinché il prezzo di ritiro da parte del Gestore sia sempre inferiore al prezzo di vendita dei CV sul mercato, evitando così le distorsioni che si sono verificate nel passato.
Risparmi per i consumatori?
“L’articolo 45 della manovra sul mercato delle fonti rinnovabili, nel testo approvato oggi dalla Commissione Bilancio del Senato, è una positiva riduzione del danno rispetto alle altre versioni della maggioranza circolate negli ultimi giorni ed alla prima proposta del Governo”. Lo afferma il senatore Francesco Sanna, intervenuto nella discussione in Commissione presentando alcuni emendamenti del Partito Democratico.
“Si prevede un risparmio per i consumatori elettrici di un terzo rispetto agli oneri sostenuti nel 2010 - spiega Sanna. Io penso che questi risparmi non potranno conseguirsi che in due modi, come immaginavano le proposte PD: aumentando significativamente le quote obbligatorie per i produttori di energia da fonti convenzionali, e diminuendo il prezzo di acquisto di ciò che avanza da parte del Gestore dei Servizi Energetici. Vedremo cosa proporrà in concreto il Governo".
In realtà il taglio del 30% della spesa del Gse avra' un alleggerimento della componente tariffaria A3, ma è difficile immaginare che le aziende produttrici con fonti tradizionali possano accettare di ridiscutere le convenzioni sul Cip& e contestualmente accttare anche una maggior quota di ritiro di certificati verdi.
Fondi per l'università
"Quanto ai fondi per l’Università e la ricerca, che la disposizione approvata promette di recuperare dalla risoluzione volontaria di contratti CIP 6, credo si tratti di una pia illusione - afferma Sanna. Un anno fa la legge 99 ha previsto queste risoluzioni. Per adesso, non ne abbiamo visto realizzata nemmeno una. Rimane grave, però, l’imposizione di una tassa occulta che verrà riscossa a prescindere dalla capacità contributiva del consumatore elettrico, violando platealmente l’articolo 53 della Costituzione” conclude Sanna.
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