Mancano poche ore alla chiusura della discussione della Manovra in Commissione Bilancio del Senato. Rimane ancora aperto il nodo dell'articolo 45 che destruttura le regole del mercato delle fonti energetiche rinnovabili senza riformarle.
Nonostante il grande coro di proteste provenute da tutte le associazioni di categoria e da Confindustria l'emendamento presentato dal presidente della Commissione Bilancio, Antonio Azzolini, mantiene l'articolo 45 che cancella l'obbligo di acquisto da parte del GME dei certificati verdi invenduti. Non solo, l'emendamento introduce una tassa occulta sulla bolletta elettrica degli italiani che ha suscitato la critica formale della Autorità per l’Energia con la segnalazione resa al Parlamento ed al Governo.
Ieri sera un colloquio tra Berlusconi e Marcegaglia avrebbe rassicurato Confindustria sull'accoglimento delle sue proposte, tra cui lo stralcio dell'art. 45.
La proposta dei senatori PD
Nel mentre Filippo Bubbico e Francesco Sanna (Pd) avrebbero presentato una proposta che andrebbe oltre lo stralcio dell'art. 45 e riformerebbe in parte il sistema dei certificati verdi. I Senatori propongono di innalzare “la quota di fonti rinnovabili che devono utilizzare i grandi produttori di energia: e con questo rivitalizziamo il mercato dei certificati verdi dandogli una dimensione più realistica e vicina agli impegni comunitari. Manteniamo poi in capo al Gestore del Mercato Elettrico l’obbligo di acquistare eventuali surplus di certificati verdi, ma ad un prezzo più basso dell’attuale, pari alla metà di quello registrato dal mercato nell’anno precedente”.
Questa proposta risolverebbe l'aticipità del certificato Verde che comunque è un titolo speculativo. La Finanziaria 2008 di Prodi, nel comma 149 dell'articolo 2 che Tremonti sopprime, previde che fino a quando non fosse stata raggiunta la quota del 25% di produzione di energia da rinnovabili, il Gestore del Mercato Elettrico (GME) avrebbe ricomprato i CV avanzati al prezzo medio dei CV dell'anno precedente. In considerazione di ciò, i produttori energetici da fonti tradizionali comprano la quota di CV che occorre per rispettare la soglia di energia da rinnovabili. Con la proposta di Bubbio e Sanna si potrebbe risolvere la questione senza gravare sulle bollette dei cittadini, ma indirizzando i produttori di energia fossile verso politiche più verdi.






































