Ogni giorno le case italiane sprecano in media il 55% dell'energia che consumano, una quota pari a quella prodotta da 8 centrali nucleari. Il dato è emerso nel corso del convegno annuale Energetica, organizzato da Somedia a Roma, sui temi dell'energia sostenibile.
Nel corso del suo intervento sulla “Riqualificazione energetica degli edifici”, Renato Cremonesi – presidente di Cremonesi Consulenze, azienda attiva nel settore dei sistemi energetici ad alta efficienza – ha sottolineato come attualmente in Italia l'efficienza media del sistema edificio-impianto è pari al 45%. “Il che significa – ha detto Cremonesi - che ogni giorno nelle nostre case sprechiamo più della metà dell’energia che consumiamo”. Questa quota di energia sprecata “equivale a 17 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (tep) - ha proseguito - la stessa energia che producono 8 centrali nucleari di grandi dimensioni come ad esempio quella di Beznau in Svizzera di 730 MWe”.
Prevalenza dei consumi termici
I dati forniti da Cremonesi evidenziano come, in Italia, i consumi di energia primaria (l’energia che serve a mantenere le condizioni di comfort all’interno di un edificio) sono pari a 31.158.240 tep che, a loro volta, si traducono in una bolletta energetica di 32.069.720.871 euro. La fetta maggiore di questa cifra è destinata ai consumi termici (66%) mentre la parte restante viene spesa per i consumi elettrici (34%).
L'alternativa al nucleare
Rispetto alle fonti nucleari, sulle quali il Governo sta puntando nonostante l'opposizione di diverse Regioni italiane, un'alternativa pulita e immediatamente fattibile è rappresentata dalla riqualificazione energetica degli edifici già esistenti, una carta fondamentale da giocare sulla quale la politica e l'opinione pubblica dovrebbero concentrare di più l'attenzione.
Risparmi con la riqualificazione dell'esistente
Ad esempio, ha dimostrato Cremonesi nel corso del suo intervento, sono bastati pochi interventi come cambio di combustibile, installazione di caldaie a condensazione e installazione di strumenti di termoregolazione e di contabilizzazione, per diminuire in 1100 unità abitative su base annua del 33% il costo del riscaldamento, del 28% il fabbisogno di energia primaria e del 43% le emissioni di CO2.
Potenzialità dell'efficienza energetica
Le potenzialità di risparmio sono sensibilmente maggiori se si interviene anche sull’involucro edilizio. “Il sistema Italia - ha concluso Cremonesi - può e deve puntare sull’efficienza energetica, un mercato potenziale da 36 miliardi di euro all’anno e che potrebbe dare lavoro a circa 430.000 persone. Una scelta strategica che gioverebbe sia al potere d’acquisto delle famiglie, grazie al risparmio energetico, che alla qualità di vita dei cittadini, in termini di riduzione di emissioni di CO2”.








































