Una norma inserita nel ddl Sviluppo, approvato in via definitiva dal Senato il 9 luglio scorso, “aggrava i costi di auto-produzione dell'energia elettrica da fonti rinnovabili e da cogenerazione ad alto rendimento mediamente del 15%”. Cogena, l’associazione italiana per la promozione della cogenerazione, attraverso il suo presidente Sergio Dotti torna a parlare del contestato articolo 33 del provvedimento sulle reti interne di utenza, che introduce nuovi oneri e corrispettivi di sistema per l’utilizzo della rete, anche nel caso dell’auto-produzione di energia da fonti rinnovabili da cogenerazione ad alto rendimento.
“Mentre l’Unione europea ha riconosciuto il ruolo della cogenerazione (produzione simultanea di elettricità e calore) ad alta efficienza in sinergia con le fonti rinnovabili nel raggiungimento dei target 20-20-20 fissati per il 2020, il governo italiano sembra invece ignorarlo approvando norme che finiscono, anzi, addirittura per penalizzarla”, denuncia Dotti. “Un balzello, del valore di circa 20-25 euro/MWh, - sottolinea il presidente di Cogena - che colpisce soprattutto chi produce energia da fonti pulite per la propria piccola impresa o i privati cittadini e che rischia così di annullare gli stessi effetti positivi della promozione delle energie da fonti rinnovabili e cogenerazione ad alta efficienza”.
Il Governo torni sui suoi passi
Cogena si augura che il Governo faccia marcia indietro, “rivedendo la materia appena disciplinata già a partire dalla revisione in corso del decreto legislativo n. 115 del 2008 in materia di usi finali dell’energia con riguardo ai sistemi efficienti di utenza”, spiega Dotti. Si tratta di un decreto atteso poiché “consentirà finalmente di stabilire un quadro normativo certo per la cogenerazione ad alta efficienza, una tecnologia che incrementa il rendimento del combustibile utilizzato fino al 75 per cento (40 per cento per l’energia elettrica e 35 per cento per la produzione di calore)”.
Incentivazione della cogenerazione ad alta efficienza
“Altro capitolo che attende ancora una conclusione è quello riguardante il meccanismo di incentivazione della cogenerazione ad alta efficienza, che oggi avviene attraverso i certificati bianchi, ma che non riconosce l’incentivo maggiore alla cogenerazione ad alto rendimento”.
Micro-cogenerazione esclusa dal 55%
Inoltre, sottolinea il presidente di Cogena, occorre “affrontare l’argomento della promozione della micro-cogenerazione (impianti da 4-5 kW), oggi esclusa dagli sgravi fiscali del 55% di cui beneficia chi effettua interventi per l’efficienza energetica nella propria abitazione”.
I vantaggi della tecnologia
“Grazie ai benefici in termini di risparmio energetico - circa il 30% sulla bolletta energetica - e ai tempi relativamente brevi di ritorno degli investimenti (circa 3-4 anni) la cogenerazione è ritenuta particolarmente vantaggiosa dai settori industriali particolarmente 'energivori' come le industrie della carta, della ceramica e del tessile”. Ma anche per le utenze domestiche il potenziale della cogenerazione è enorme: “un settore che in Italia è ancora al palo. Basti pensare che l’anno scorso sono stati venduti nel nostro Paese solo 10 impianti. In Germania circa 6mila. Il confronto - conclude Dotti - è imbarazzante”.
Delle potenzialità e dei vantaggi della cogenerazione si discuterà a Cogenexpo 2009, il Salone Internazionale della Cogenerazione e Trigenerazione che si terrà a a Fieramilano (Rho), dal 25 al 28 novembre. All'interno di questo evento si terrà un ciclo di conferenze con la sessione inaugurale dedicata al tema “Cogenerazione, realtà sempre più necessaria per uno sviluppo eco-coscienzioso”, alla quale parteciperà il presidente di Cogena in qualità di chairman.








































