L'Atto Camera 1441-ter-B in materia di Sviluppo ed Energia sta generando perplessità e contrarietà, non sullo strumento di connessione elettrica RIU, ma sulla sua configurazione prevista dall'articolo 33 del provvedimento.I dubbi sul disegno di legge
Il Senato ha infatti deciso di disciplinare questo strumento, le RIU, solo per un settore e non ha sviluppato una normativa coerente per l'autoproduzione di energia rinnovabile e di cogenerazione. Ha deciso di qualificare la rete interna di utenti RIU esclusivamente industriale quando invece sarebbe applicabile a tutti i settori. Ha inoltre regolamentato soltanto il caso di connessione di unità di consumo industriale, reintroducendo un emendamento bocciato dalla Commissione Bilancio del Senato che determinava una perdita di gettito pari a 4,5 milioni di euro annui.
L'occasione perduta
Secondo Cogena, associazione rappresentante delle aziende operanti nei settori della costruzione e distribuzione di impianti di cogenerazione e servizi per l'energia, l'articolo 33 non semplifica le diverse normative in materia di oneri e corrispettivi. Anzi, introduce maggiori elementi di distinzione perdendo un'occasione per fare finalmente chiarezza. Cogena ritiene le RIU uno strumento per lo sviluppo della generazione distribuita e non un “trucco” per godere dell'esenzione dall'accisa sull'energia elettrica consumata.
Un emendamento che colpisce i Certificati Verdi
Ma non solo, il Parlamento sta discutendo l'introduzione di un emendamento atto a modificare il Ddl 1441-ter-B in modo da sposare l'obbligo dei Certificati Verdi dai produttori ai distributori. Secondo diverse associazioni di categoria come Anev, Assolterm, Fiper, Gifi e altri, se prima i produttori erano obbligati e stimolati a produrre una percentuale di energia pulita su quella fossile, ora i distributori potranno immettere energia senza l'obbligo di distribuirne da fonti rinnovabili. In questo modo si rischia di minare la stabilità dei finanziamenti e dei flussi economici del mercato dei Certificati Verdi, uno dei pochi settori con un tasso di crescita occupazionale positiva.








































