Tempi per il rilascio troppo lunghi ed eccessivi costi delle tariffe istruttorie. Confindustria chiede che l'Italia si allinei agli standard europei
In materia di Autorizzazione integrata ambientale (Aia) l'Italia è il fanalino di coda in Europa.
Secondo un rapporto presentato ieri nel corso di una conferenza stampa dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi (foto), in Italia i tempi per il rilascio dell'Aia – mediamente tra i 14 e i 21 mesi, ma per alcuni comparti come la chimica si arriva a 5 anni - sono molti più lunghi rispetto ad altri Paesi europei.
Inoltre, in Italia si registra la durata più breve – 5 anni, mentre per le aziende certificate ISO14001 o Emas la durata è di 6 e 8 anni – del periodo di validità dell'Aia. Rispetto agli altri Paesi dell'Ue, poi, i costi delle tariffe istruttorie sono molto più elevati e gravano pesantemente sulle piccole e medie imprese.
Attualmente in Italia le Aia di competenza regionale sono 5.834 mentre quelle di competenza statale sono 159, di cui 140 rilasciate e 19 in corso di rinnovo. Per quanto riguarda i tempi per il rilascio, la Liguria e la Provincia autonoma di Trento si attestano sui 150 giorni come richiesto dalla normativa mentre la maglia nera spetta al Friuli Venezia Giulia, dove i tempi per la concessione dell'Aia raggiungono i 4 anni.
Le richieste di Confindustria
Secondo il presidente di Confindustria, l'Italia deve dotarsi di “un nuovo quadro normativo ambientale allineato agli standard europei” ed è quindi necessario e urgente “un radicale intervento di semplificazione amministrativa sulle procedure”, in modo da consentire al Paese di attrarre investimenti e di mantenere uno sviluppo industriale moderno.
In Italia la Direttiva Ippc 96/61/CE sulla prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento è stata recepita con modifiche con il decreto legislativo n. 152/2006 (Testo unico ambientale). Con un nuovo decreto dovrà inoltre essere recepita la direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali che prevede tra l'altro l'applicazione delle Bat (Best available Techncs).
Durante la conferenza stampa di ieri, Squinzi ha spiegato che l'analisi comparativa condotta a livello europeo ha rivelato in modo chiaro che “in Italia l'attuazione della disciplina Ippc presenta prima di tutto dei costi di transazione più elevati rispetto ai principali paesi europei, legati innanzitutto alle procedure amministrative caratterizzate da tempistiche più lunghe e oneri maggiori rispetto a quanto emerge dal quadro comunitario”.
Il presidente degli industriali ha evidenziato che la disciplina comunitaria in materia ambientale è spesso recepita in Italia in maniera più restrittiva rispetto a quanto richiesto dalla stessa Unione Europea, ad esempio per quanto concerne i limiti di emissioni, le sanzioni, gli oneri e le tariffe a carico delle aziende.
Clini risponde a Squinzi
“Nel mio lavoro da Ministro ho dato priorità a due principali linee di azione: semplificare le norme, dare certezza e trasparenza alla procedure, rendere evidente il collegamento tra le regole e gli obiettivi ambientali; incentivare le migliori tecnologie per la protezione dell’ambiente, con vantaggi per consumatori e le imprese”, ha scritto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini in una lettera inviata al presidente di Confindustria Giorgio Squinzi.
“Semplificazione e trasparenza delle procedure di autorizzazione ambientale richiedono un impegno convergente di Amministrazioni e Imprese. Lo stesso impegno che ha consentito di semplificare le procedure per la messa in sicurezza e la bonifica dei siti industriali dismessi, a partire da Porto Marghera e Tor Viscosa”, sottolinea Clini.
“Ma – aggiunge il ministro dell'Ambiente - resta ancora molto da fare: il disegno di legge sulla semplificazione è rimasto a 'metà del guado' in Parlamento. Nel disegno di legge avevo previsto una procedura chiara sulle modalità e sui tempi per le AIA, in modo tale da evitare il ripetersi della inaccettabile sequenza di conferenze di servizi interlocutorie che hanno lasciato aperte procedure per anni”. Clini auspica che “la legge possa essere ripresa dal nuovo Parlamento e approvata”.
Se vuoi rimanere aggiornato sulla "Normativa ambientale in Italia" iscriviti alla nostraNEWSLETTER





































© 2007-2013 Quine srl - via Santa Tecla 4 - 20122 Milano P.I. 13002100157 E' vietata la riproduzione di articoli, notizie e immagini pubblicati su casaeclima.com senza espressa autorizzazione scritta dell'editore. L'Editore non si assume alcuna responsabilità per eventuali errori contenuti negli articoli né per i commenti inviati dai lettori.