Un piano di sviluppo ambizioso, che punta a raggiungere con il teleriscaldamento oltre 700 mila abitanti nel 2015. Si tratta di un progetto sottoscritto due anni fa dal Comune di Milano e A2A, che consentirà entro quest'anno a oltre 220.000 gli abitanti di scaldare le proprie case utilizzando il calore recuperato dall’acqua di falda (con le pompe di calore) o il metano (con motori turbo gas) nelle centrali di cogenerazione o dalla combustione dei rifiuti dell’inceneritore Silla2 a Figino. “Col teleriscaldamento – ha sottolineato l'Assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente Edoardo Croci – si hanno benefici economici, ma anche vantaggi per l’ambiente. Il risparmio per i cittadini varia a seconda del tipo di caldaia che si sostituisce ed è nell’ordine di alcune centinaia di euro all’anno. Inoltre non bisogna dimenticare che il teleriscaldamento permette di inquinare meno e di contribuire ad avere una città più pulita”.
Il programma per il 2009
Secondo le stime nel 2009 con l’estensione del teleriscaldamento ad altri 42.500 abitanti la riduzione delle emissioni inquinanti sarà pari a 30.600 tonnellate di CO2, 40 tonnellate di NOX, 55 tonnellate di SOX e 3 tonnellate di Pm10. L’estensione del teleriscaldamento toccherà vecchie zone già servite, con il completamento e l’adeguamento degli impianti esistenti (Famagosta, Figino, Bicocca –Tecnocity, Canavese, Comasina e Linate) e altre aree della città, dove saranno invece realizzate le nuove centrali: ricevitrice nord in zona Bicocca (dal 2009); Santa Giulia e Bovisa (dal 2010); ricevitrice sud in zona Ripamonti, Gonin al Lorenteggio e Musocco (dal 2012); ricevitrice ovest a Baggio (dal 2013) e Sarca (dal 2014).
L'anno dell'Expo
Nei prossimi anni la rete di tubazioni passerà dai 72 chilometri previsti quest’anno a 239 nel 2015, quando la produzione di calore pulito sarà di oltre 1.450 megawatt termici (ne servono circa 8,4 chilowatt per riscaldare una casa di 100 mq), circa mille in più rispetto ai 445 megawatt che saranno generati entro quest’anno. Grazie alla nuova tecnologia, nel 2015 si eviterà ogni anno la produzione di 163.384 tonnellate di anidride carbonica (CO2), 268 tonnellate di ossidi di azoto (NOX), 408 tonnellate di ossidi di zolfo (SOX) e di 23 tonnellate di Pm10. Cifre importanti, se si tiene conto che Milano, nell'ambito dalla Covenant of mayors, ha sottoscritto l'impegno di ridurre la produzione di gas serra del 20 per cento entro il 2020.
Rinnovo delle caldaie
Oltre al piano di sviluppo del teleriscaldamento, il Comune di Milano ha messo in campo altre azioni finalizzate al risparmio energetico e alla riduzione delle emissioni inquinanti. Tra queste vi è la sostituzione degli impianti di riscaldamento di molti edifici pubblici e stabili di edilizia residenziale Aler, ancora alimentati a gasolio, con centrali a metano o teleriscaldamento. Per quanto riguarda i controlli sugli impianti privati, per la “stagione termica” 2008-2009 il Comune ha effettuato 4.960 ispezioni sulle caldaie centralizzate (potenza superiore a 35kw corrispondente a interi edifici), di cui 3.478 risultano alimentati a gas metano, 1.464 a gasolio e 18 con il teleriscaldamento. Altri 610 controlli sono stati effettuati sulle caldaie autonome, di piccole dimensioni (potenza inferiore a 35 kw) solitamente alimentate a metano. Per incentivare la sostituzione degli impianti termici, il Comune ha inoltre pubblicato due bandi, il primo con un finanziamento della Regione di 500.000 euro, il secondo con un contributo proprio di 3 milioni di euro.








































