Divieto di commercializzazione degli elettrodomestici di classe energetica inferiore alla A e delle lampadine a incandescenza a partire dal 1° gennaio 2010: è quanto aveva previsto la Finanziaria 2008, una misura che, solo per quanto riguarda il bando delle lampadine di vecchia generazione, avrebbe consentito di tagliare le emissioni di anidride carbonica di tre milioni di tonnellate e di risparmiare energia per 5,6 miliardi di kW/h.
Questo divieto è stato ora cancellato in Commissione Industria al Senato con un emendamento al disegno di legge sull'energia. A denunciarlo è il senatore Roberto Della Seta, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, per il quale si tratta di “un colpo di mano inaccettabile, un danno per l'industria italiana, l'ennesima prova che questa maggioranza sta isolando l'Italia dall'impegno globale contro i cambiamenti climatici e per l'innovazione energetica”.
“In tutti i Paesi industrializzati, da Obama alla Merkel - afferma Della Seta - chi governa cerca di stimolare in ogni modo l'innovazione energetica, spingendo sul risparmio, sull'efficienza, sulle energie rinnovabili, nella consapevolezza che ciò serve a combattere l'inquinamento e i cambiamenti climatici e anche a fronteggiare l'attuale crisi economica abbattendo i costi energetici a carico di famiglie e imprese e stimolando l'innovazione tecnologica. Solo in Italia ci sono una maggioranza e un governo che si muovono in direzione opposta: teorizzano che i cambiamenti climatici sono un'invenzione, e ora tentano di cancellare una misura, introdotta con l'ultima Finanziaria del governo Prodi, che avrebbe avuto effetti straordinariamente benefici in termini sia ambientali che economici”.
Secondo Della Seta questa scelta “è tanto più grave e incomprensibile poiché penalizza proprio l'industria italiana, che in particolare nel settore degli elettrodomestici è all'avanguardia nei modelli ad alta efficienza: il divieto a vendere lavatrici, lavastoviglie e frigoriferi inefficienti rappresenterebbe per le nostre imprese un oggettivo vantaggio competitivo”.
Dello stesso parere è l'esponente degli Ecologisti Democratici Francesco Ferrante, il quale auspica che “come in occasione del tentativo del governo di cancellare lo sconto del 55% sulla riqualificazione energetica, una vasta mobilitazione delle forze produttive, delle associazioni, dei cittadini insieme al nostro impegno, scongiuri questo ulteriore e assurdo passo indietro”.








































