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Energia elettrica, a maggio +20% dei prezzi in borsa
Aumenta del 20% la richiesta del Paese e per i petrolieri le rinnovabili non basteranno. La strada è rendere sostenibili le fonti fossili
Mercoledì 15 Giugno 2011
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bollette_energiaNuovo record per la bolletta energetica italiana nel 2011 che, secondo le stime fatte dall'Unione Petrolifera (Up), supererà i 63 mld di euro (53,9 mld nel 2010). Il record precedente risaliva a prima del 2008, anno in cui la bolletta energetica complessiva aveva sfiorato i 60 miliardi e quella petrolifera si era attestata a 32,4 miliardi di euro, contro gli attuali 36 mld.

MERCATO ELETTRICO DI MAGGIO. Inoltre, secondo i dati raccolti dal Gestore dei Mercati Energetici (GME), il quadro ormai consolidato di questa prima parte del 2011 contempla da un lato un'alta offerta di energia elettrica (59.300 MWh medi orari), in costante crescita, e dall'altro acquisti e vendite piuttosto depressi (33.900 MWh medi orari) ed in calo tendenziale. In questo contesto il prezzo di acquisto dell'energia elettrica nella borsa italiana (PUN), con un aumento su base annua del 20,1% (pari in termini assoluti a +11,92 €/MWh), si è portato a 71,28 €/MWh.

ORE DI PICCO. L’analisi per gruppi di ore rivela un rialzo su base annua di 8,00 €/MWh (+11,3%) nelle ore di picco, con un prezzo salito a 79,03 €/MWh, e di 13,63 €/MWh (+25,5%) nelle ore fuori picco, con un prezzo che ha raggiunto 67,01 €/MWh, livello anche quest’ultimo massimo da marzo 2009. Il rapporto tra il prezzo nelle ore di picco e baseload è sceso pertanto a 1,11, fissando un minimo storico assoluto.

VOLUMI SCAMBIATI. I volumi di energia elettrica scambiati nel Sistema Italia, pari a 25,2 milioni di MWh, hanno registrato una flessione su base annua del 2,2%, la quinta consecutiva. L’energia scambiata nella borsa elettrica, pari a 14,8 milioni di MWh, si è ridotta del 5,9%, che però rappresenta la flessione tendenziale più contenuta dei primi mesi del 2011; per contro rallenta il tasso di crescita degli scambi di energia O.T.C. registrati sulla PCE, pari a 10,4 milioni di MWh (+3,6%). La liquidità del mercato, pertanto, ha guadagnato 0,8 punti percentuali rispetto ad aprile, ma ne ha ceduti 2,3 su base annua, attestandosi al 58,7%.

ACQUISTI NAZIONALI. Gli acquisti nazionali di energia elettrica, pari a 25,1 milioni di MWh, hanno registrato una flessione tendenziale del 2,4%. Il calo ha interessato le zone centro settentrionali del Paese e la Sicilia. In crescita invece gli acquisti al Sud (+2,0%) ed in Sardegna (+10,3%). Pari a soli 144 mila MWh gli acquisti sulle zone estere (+57,9%).

VENDITA ENERGIA ELETTRICA. Le vendite di energia elettrica delle unità di produzione nazionale, pari a 21,6 milioni di MWh, si sono ridotte del 2,3%; in calo del 2,9% le vendite al Nord e di circa l’8% al Centro Nord, Sud e Sardegna. In forte aumento per il terzo mese consecutivo le vendite nel Centro Sud (+17,9%), che rimangono, invece, stabili in Sicilia (+0,6%). In flessione le importazioni (vendite sulle zone estere), pari a 3,6 milioni di MWh (-1,9%).

FONTI FOSSILI INSOSTITUIBILI. Secondo il presidente Unione petrolfera, Pasquale De Vita, per fronteggiare il continuo aumento della domanda energetica anche a livello internazionale è necessario intraprendere due strade: le rinnovabili, che nella migliore delle ipotesi nel 2035 copriranno il 25% del fabbisogno, e i combustibili fossili, al momento insostituibili.

"L'idea di sostituire completamente le fonti fossili è altamente improbabile - spiega De Vita-  o almeno poco realisticamente fattibile nel breve termine". De Vita ritiene, inoltre, che "lo stesso sforzo che si sta facendo per le rinnovabili debba essere fatto per ripulire le fonti fossili e renderle più ecocompatibili".

INVESTIRE NEL CCS. Per l'Up è quindi necessario trovare soluzioni tecnologicamente avanzate e per questo motivo propongono la cattura e il sequestro di CO2 (Ccs) che nel mondo ha già attratto 35 miliardi di euro. In Italia esiste un impianto pilota Enel a Brindisi e la stessa società prevede di investire circa 1 mld a Porto Tolle nel Ccs, nella centrale a carbone che è al momento bloccata da una sentenza del Consiglio di Stato. De Vita chiede di investire nel Ccs, perché "solo con l'affermarsi di questa tecnologia sarà possibile abbattere le crescenti emissioni di CO2 e rendere sostenibile il necessario sviluppo delle fonti fossili".

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