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Edilizia abitativa, nuova legge in Liguria
Approvate modifiche alla l.r. n. 38/2007: prevista una quota del 10% da destinare all'edilizia popolare
Giovedì 8 Novembre 2012
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erp_pianocasaVia libera dal Consiglio regionale della Liguria, con 20 voti favorevoli, 2 contrari e 7 astenuti, al disegno di legge recante “Modifiche alla legge regionale 3 dicembre 2007, n. 38 (Organizzazione dell'intervento regionale nel settore abitativo)”.

La nuova legge, per la quale sono stati approvati alcuni emendamenti, stabilisce che i Comuni definiscono il fabbisogno di edilizia residenziale primaria individuando le quote di Edilizia Residenziale Sociale (ERS), e di edilizia abitativa in proprietà a prezzi convenzionati. Il fabbisogno viene determinato sulla base del numero delle domande di edilizia residenziale primaria e di sostegno all’affitto inserite nelle relative graduatorie, valutando l’incidenza delle caratteristiche dei nuclei familiari e le caratteristiche socio-economiche della popolazione con riferimento in particolare al disagio abitativo. I comuni stessi, al fine di porre le condizioni urbanistiche per consentire il soddisfacimento del fabbisogno e definire la politica residenziale di ERS, nella formazione del Piano urbanistico comunale (PUC) o nella predisposizione di variante, possono stabilire la quota percentuale che gli interventi di insediamenti di edilizia residenziale sono tenuti a contribuire per il fabbisogno di edilizia sociale.

Modifiche allo strumento urbanistico comunale

La modifica al vigente strumento urbanistico comunale prevede l’adozione della variante con una deliberazione consiliare e altri passaggi (osservazioni e controdeduzioni) e l’approvazione da parte della Regione entro centottanta giorni.

Premialità di edificabilità residenziale

I Comuni nella elaborazione del PUC o della variante urbanistica possono prevedere anche premialità di edificabilità residenziale per ottenere una maggiore dotazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica necessaria a soddisfare totalmente o parzialmente il proprio fabbisogno e favorire la fattibilità dei relativi interventi. I dati relativi agli interventi di ERS ed alle eventuali monetizzazioni sono trasmessi alla Regione e alimentano l’Osservatorio del Sistema Abitativo.

Quota del 10% da destinare all'edilizia popolare

Gli interventi di edilizia residenziale devono contribuire alla realizzazione di nuovi alloggi di Edilizia residenziale pubblica (ERP), nella misura del 10 per cento o della percentuale stabilita dal Comune e approvata dalla Regione, della superficie agibile residenziale degli edifici in progetto o del volume urbanistico residenziale. Tale quota è aggiuntiva rispetto all’entità dell’edificazione prevista dal relativo progetto di intervento. Questo obbligo può essere assolto mediante la realizzazione degli alloggi all’interno della stessa area di intervento o in altra area del territorio comunale, escluse aree agricole e di presidio ambientale.

Nel caso in cui tale obbligo venga assolto attraverso l’acquisto ed il recupero di alloggi esistenti, la quota a cui fare riferimento per assolvere al contributo dovuto è ridotta all’8 per cento ovvero della percentuale stabilita dal Comune e approvata dalla Regione, della superficie agibile residenziale degli edifici in progetto.

La realizzazione della sola quota di alloggi ERP è ammessa anche in deroga alla disciplina dei piani urbanistici vigenti e/o operanti in salvaguardia, fatto salvo il rispetto delle distanze dai fabbricati e delle altezze previste e della dotazione dei parcheggi pertinenziali e comunque delle previsioni del Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico e dei Piani di Bacino.

Gli alloggi di ERP sono conferiti al patrimonio di edilizia residenziale pubblica del Comune e riservati ai cittadini residenti nel Comune da almeno due anni.

Monetizzazione

Il Comune, qualora accerti l’inidoneità di localizzazione degli alloggi di ERP nell’area di intervento o in altra area del territorio comunale, può consentire la monetizzazione a favore del Comune (che deve destinare il fondo alla realizzazione di alloggi di ERP o a interventi di emergenza abitativa), della Regione Liguria (per la programmazione regionale di ERS da sviluppare prioritariamente nello stesso Comune o nel relativo bacino d’utenza).

Sono esclusi dall’obbligo di contribuire alla realizzazione di nuovi alloggi di ERP, nella misura del 10 per cento, gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente a destinazione d’uso residenziale, gli edifici di nuova costruzione, cioè unità destinate a uso residenziale la cui superficie agibile non sia superiore a 500 metri quadrati o a 1.750 metri cubi di volume urbanistico; gli interventi di nuova costruzione cioè unità a destinazione d’uso in proprietà a prezzi convenzionati, con vincolo quindicennale ad uso prima casa e divieto di alienazione di pari durata; i programmi per l’edilizia residenziale sociale.

Il relatore di maggioranza, Massimo Donzella (Noi con Claudio Burlando), ha evidenziato le novità del provvedimento: “E’ prevista la possibilità, e non più l’obbligo, per tutti i Comuni della Liguria, di adeguare il proprio Piano urbanistico comunale o piano regolatore generale con apposita variante urbanistica soggetta ad approvazione regionale, avente per oggetto la definizione delle scelte urbanistiche che rendano possibile l’attuazione della politica comunale per la casa in termini normativi e localizzativi. Si prevede inoltre la facoltà di disporre premialità di edificabilità residenziale, al fine di ottenere nell’intero territorio comunale una diversa dotazione di alloggi Erp e l’adozione, da parte dei Comuni che adottino la variante, di un documento di natura programmatica denominato “Documento attuativo per le politiche della casa”, che contiene anche previsioni di natura finanziaria, per consentire l’autonoma attuazione delle politiche per la casa nel territorio comunale. Si privilegia l’acquisto ed il recupero di alloggi esistenti: la quota da destinare all’edilizia popolare in questi casi non è più del dieci per cento, ma dell’otto per cento. La norma prevede, inoltre, a determinate condizioni, la possibilità di monetizzazione del valore corrispondente alla quota di edificabilità non trasformata, qualora non si proceda alla realizzazione di nuovi alloggi Erp da destinare al Comune o alla Regione. Da evidenziare che il legislatore vuole differenziare, su di una medesima area, diverse tipologie di insediamenti”.

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